Berlusconi: “Le mie Olgettine sono studentesse modello”

Berlusconi brinda alle olgettineBerlusconi torna a far parlare di sè e delle sue Olgettine.

La polizia giudiziaria ha effettuato una pioggia di perquisizioni i giorni scorsi. Quello che ha insospettito i giudici è il tenore di vita delle ragazze e tra le Olgettine la regina sarebbe proprio Barbara Guerra che vive in una villona a Bernareggio dal valore di un milione di euro.
Secondo i pm, la Guerra, come pure altre venti ragazze che avrebbero partecipato ai presunti festini a luce rosse di Arcore, è un’olgettina in servizio attivo permanente. Le ragazze avrebbero ricevuto di recente da Silvio Berlusconi diverse tranches di contanti, ognuna da decine di migliaia di euro, che si vanno a sommare ai noti bonifici mensili, quasi uno stipendio, di 2.500 euro.
La villa, sospettano i giudici, le sarebbe stata messa gentilmente (e gratuitamente) a disposizione da Berlusconi. Pare peraltro che, quando la polizia ha bussato alla sua porta, la Guerra non abbia voluto aprire. Solo l’arrivo, a sirene spiegate, dei vigili del fuoco l’avrebbe convinta a fare entrare gli agenti.

Ma La Guerra ha voluto difendersi con un comunicato dicendo che la casa in cui vive non è una villa ma una casa di studentesse: «Viviamo in questa casa perché Silvio ci tiene alla nostra formazione e noi ragazze siamo tutte iscritte all’Università e non abbiamo bisogno di soldi perché siamo già benestanti».
Ha poi spiegato che le mancano quattro esami per finire l’università e che «al nostro mantenimento provvede Silvio Berlusconi». La Guerra ha continuato affermando che non si vergogna di accettare i bonifici perchè si ritiene una persona molto ambiziosa disposta a tutto pur di raggiungere i suoi obiettivi professionali.
«Continuo ad essere vittima di bullismo e ad essere discriminata anche alla Bocconi – università che frequenta da 7 anni – anzitutto tra i miei compagni di corso perché mettendo il mio nome in Internet viene fuori la mia foto e le mie storie con Berlusconi e non vengo presa sul serio».