Il Blog di Grillo escluso da Google

Il Blog di Grillo escluso da GoogleE’ di qualche giorno fa la notizia che Alexa, azienda legata al gruppo Amazon.com e partner di Google che si occupa di analisi statistica del traffico internet, ha catapultato il blog M5S in fondo alla classifica dei siti internet basata sul global rank ovvero sulla sua popolarità.

Il blog stellato, infatti, è precipitato al numero 7.447 nel mondo e al 171esimo nel nostro Paese. Da 5 milioni di giugno ai 2,2 di oggi. Come si legge dal sito di Alexa, la classifica è stilata sulla base di una «combinazione della media dei visitatori giornalieri e delle pagine visualizzate negli ultimi 3 mesi».

Beppe Grillo non si è trattenuto dal controbattere prendendosela con tutte le testate italiane da lui considerate “di regime” rispondendo con un post sul suo blog in cui ha invitato i suoi lettori a twittare con l’hashtag #IoNonLeggoRepubblica, volendo dimostrare in questo modo che il blog grillino non ha subito un calo di popolarità.

Sicuramente il blog non ha più la credibilità di un tempo ed è vistosamente evidente dai titoloni sensazionalistici e dai tanti banner pubblicitari che appaiono sul sito come “Il trucco per far passare il singhiozzo”, “Non mangiate mai la parte verde della patata”, oltre ai vari “Clamoroso”, “Incredibile”, “Non ci crederete mai”, partoriti dai figliastri del blog “La Cosa” e “Tze, Tze” appartenenti alla Casaleggio Associati.

Ma Google non ci sta. Stamattina, infatti, ha comunicato che non sarà più disposto a diventare pedina di un movimento antieuropeista e ribelle e per questo non farà più girare la sua pubblicità su questo sito, bannandolo dal suo circuito.

E’ stata la trasmissione di Milena Gabanelli che ha preoccupato i pezzi grossi della Google. Proprio durante il programma Report si era chiesto dove andassero a finire i soldi incassati con i click e forse proprio questo ha infastidito. C’è da chiedersi se questa decisione sia stata presa per principio ideologico oppure solamente per conti di tasca dal momento che se scendono gli engagement scende anche la visibilità delle pubblicità presenti sul sito e il valore degli spazi pubblicitari.