Buchi Neri 2.0: aggiunta l’opzione “EXIT”

Buchi Neri 2.0: aggiunta l'opzione EXIT!

Stephen Hawking: “Nolan è stato lungimirante. Interstellar è stata una scintilla che ha illuminato l’oscurità dei miei buchi neri”

Sono queste le parole utilizzate dallo scienziato in merito alla sua ennesima, ma non meno importante, scoperta sui buchi neri. Le sue dichiarazioni al Kth Royal Institute of Technology, a Stoccolma, chiariscono quanto di vero si vede nel finale del film di Christopher Nolan, Interstellar: uscire dai Buchi Neri è diventato realtà! Non si tratta più di pozzi neri senza un fondo, in cui tutto cade nel dimenticatoio, scompare, si distrugge e non può più far ritorno. Bensì è proprio il contrario!
Anzi, è ancora meglio: NIENTE entra in un buco nero, ma rimane tutto al limite, nell’ormai noto Orizzonte degli eventi, per poi essere letteralmente sparato in un altro Universo, senza però contenere nulla. Che significa tutto questo?
Facendo un esempio con un qualsiasi oggetto, da un tronco di legno ad una persona, una volta dentro ne uscirà sotto forma di cenere, ovvero senza mantenere le informazioni iniziali. Ma, nonostante tutto, è fuori dal buco nero. Da un’altra parte, senza alcun significato, però c’è. Si elimina così il Paradosso dell’informazione dei Buchi Neri!
E’ questa la rivelazione tirata fuori da Hawking durante la conferenza e supportata da altri fisici teorici del calibro di Kip Thorne, consulente, tra l’altro, per il sopracitato film, Interstellar.
La conferenza è stata lunga e interessante, durante la quale sono stati mostrati grafici e diagrammi come questo, in cui viene spiegato, tramite calcoli matematici e leggi fisiche, che è possibile uscire da un buco nero, ma non del tutto integri e nemmeno nello stesso momento in cui si è entrati.

Buchi neri 2.0: aggiunta l'opzione EXIT!

Buchi Neri all’Estero

La Russia non perde tempo a sfruttare l’interessante scoperta e parte con una stravagante iniziativa.
Putin ha messo gli occhi su un buco nero all’interno della Via Lattea, il V404 Cygni, il quale, in questi giorni, sta letteralmente ingurgitando la sua stella: “Stiamo monitorando il comportamento di questo grasso buco nero, che tra di noi abbiamo chiamato “Giulianokov”, per capire in che modo divora la materia e come la risputa. Ma soprattutto dove. La nostra intenzione è nobile per il nostro popolo: trovare un nuovo Universo in cui trasferirci. Questo sta diventando stretto: troppi cinesi e troppi americani. A noi serve soltanto il freddo e la Moskoskaya”.

 

Immagine con licenza CC BY 2.0 di Lwp Kommunikáció
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