Corona ricatta critici cinematografici

Mentre ridiamo e scherziamo sul look unto e bisunto di Johnny Deep alla 72esima Mostra d’arte Cinematografica di Venezia, Fabrizio Corona il 10 settembre sarà al cinema Odeon di Milano per presentare il suo docufilm “Metamorfosi”.

In libertà vigilata, l’ex paparazzo di VIP Fabrizio Corona vuole riconquistare la fama raccontando nelle sale italiane l’ultimo difficile periodo della sua vita, dalla fuga in Portogallo fino all’entrata in carcere nel gennaio 2013.

Corona ricatta critici cinematografici

Dopo una vita fatta di gossip e violazioni della legge, in carcere la cosa più eccitante che gli capitasse era fotografare e ricattare i compagni in cortile beccati in atteggiamenti provocanti. Il film è, dunque, l’atto disperato di un uomo che in preda alla noia aveva bisogno di tornare nel mondo patinato dello spettacolo e ricattare qualcuno di più importante e così se la prende con tutti coloro che criticano il film e promette vendetta.

Ma sui social i giudizi non mancano ad arrivare e nonostante la vendetta dichiarata si pubblicano commenti come questo: “Questa è l’unica Metamorfosi in cui uno scarafaggio si trasforma in uomo”. Le aspre critiche non intaccano l’immagine di Corona che popola ancora i sogni di molte italiane, che nelle sale lo ricevono con un’accoglienza degna di un re. Oggi Fabrizio si considera un uomo nuovo e dopo il “ritiro spirituale” in carcere ritiene di aver capito il senso vero della vita e in stile Rocky Balboa afferma nei più importanti salotti televisivi: “Dovevo provare dolore per capire. Il mio ring è la strada”.

Dopo questo film siamo sicuri che la metamorfosi di Fabrizio Corona si compirà pienamente solo quando entrerà in politica e diventerà il nuovo presidente del consiglio. La politica ha bisogno di un uomo moralmente rinnovato, dal passato ricco di illeciti ma da un futuro pieno di buoni propositi.

Immagine con licenza (CC BY-SA 2.0) di Manuela Capitanucci